domenica 3 ottobre 2010

L’oracolo di Dodona

 

Tantissimo è stato scritto sull’origine del nome del grande profeta che in albanese si chiama Thamir, e possiamo dire la stessa cosa sulla parola Tomur alla quale molti studiosi dell’epica Omerica sostituiscono la parola Themis nell’Odissea al versetto 403. Tomur, secondo gli antichi, significa profezia, cioè qualcosa vicina ai themisti. Le popolazioni antiche preferirono Tomur piuttosto che Themist, e lo collegarono con la montagna di Tomar di Hellopia e di Dodona.

Ma perché? Qui storcono il naso i filologi giovani. P. Karolide si accanisce conto la versione che danno “gli albanologi e i politici albanesi”. Ma vediamo che cosa sostiene uno dei “politici albanesi”, Jani Vreto, che nella sua famosa opera “Apologia” scrive:

“… ancora oggi la tradizione del sacro oracolo di Dodona è viva. Cosi la montagna dove si trovava Dodona si chiamava Tomar, ed i santi di Dodona Tomar oppure Tomur. L’oracolo di Dodona si esprimeva coi rumori del vento tra il fogliame di una quercia sacra e anche tramite una “pentola” sacra. Ora, la parola Tomar, Tomare oppure Tomure, si trova esplicitamente nella lingua albanese. Il termine mirë (cioè “buono”,in lingua italiana), con il significato di santo, di cuore buono ecc, che al plurale fa të mirët (i buoni), ha originato la parola greca Tomar, Tomur ecc.

Tomor, in Albania, indica la montagna più alta della regione che detta Toskè-ria, e si chiama Tomoricë la zona intorno a questa montagna. Si dice che ancora oggi si senta il boato di un cannone invisibile che ha sostituito il rumore del vento nel fogliame, quando stanno per verificarsi grandi eventi. C’è molta poca differenza, anche se sono passati tanti secoli, fra paganesimo e cristianesimo e fra cristianesimo e islamismo. È inutile che cerchino Dodona altrove.” (pag.84).

Aveva ragione il “politologo” Vreto, ed erano in errore coloro che cercavano Dodona altrove come Semiteli, Arvantine, Petride ecc. Nello stesso anno 1878, in cui è stata pubblicata “Apologia” di Jani Vreto. C. Carapane pubblicò in francese la sua opera in due volumi “Dodona e le sue rovine” che confermava, in base agli scavi archeologici, che l’antica Dodona si trovava sulla montagna di Tomor.

Liberamente tratto dal libro Arvanitasit dhe prejardhja e grekëve dell’autore Aristidh Kola

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