martedì 31 marzo 2009

Il faraone Psammetico e la parola “bek”

Psammetico affidò due neonati a un pastore; doveva portarli presso il suo gregge e allevarli senza mai pronunciare parola davanti a loro […]. In tal modo avrebbe ascoltato quale parola i bimbi avrebbero emesso per prima […]. Un giorno, dopo che furono passati due anni, il pastore aprì la porta e i bambini si gettarono ai suoi piedi e pronunciarono la parola bekos, tendendo le mani […]. Psammetico scoprì che i Frigi chiamavano bekos il pane. In tal modo, gli Egiziani […] ammisero che i Frigi erano più antichi di loro.
ERODOTO, Storie II, 1.
Indipendentemente dal metodo adottato dal faraone, la storia ci offre un indizio molto importante, cioè che nella lingua frigia il pane si chiamava becos. Analizziamo meglio la storia. Dizionario: Becos da leggere bekos e da pronunciare bek. La desinenza os dipende dal ghego della parola frigia bek. Allora vediamo che la parola bek ha lo stesso significato della parola albanese buk, che nell’albanese odierno vuol dire appunto pane. Il racconto non è stato inventato dagli egizi ed è talmente vero che Erodoto lo ha inserito nella sua opera. Un altro fatto incontestabile è che nella lingua albanese odierna sono ancora utilizzate parole di origine pelasgica (lingua che secondo molti studiosi è stata la lingua universale e primigenia della razza bianca). Si tratta in particolare di parole che hanno subito pochi cambiamenti, in alcuni casi nessuno, rispetto alle parole antiche della lingua pelasgica dalle quali derivano.
Brano tratto dal libro "Gjuha e perëndive" dell'autore Aristidh Kola
Traduzione dall'albanese di Elton Varfi
Link versione albanese:
Faraoni Pasamitikos dhe fjala “bek”

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