domenica 22 agosto 2010

La questione dell’Albania del Caucaso

 

L’Albania caucasica era uno stato dell'antichità, situato approssimativamente nella regione del Caucaso attualmente occupata dall'Azerbaijan. (fonte: Wikipedia.)

È innegabile che la questione dell’Albania del Caucaso susciti spesso la curiosità di molte persone. Molto probabilmente questa curiosità è legata all’omonimia tra l’antica regione che si trovava nel Caucaso ed il nome dell’Albania moderna. Ultimamente mi sono arrivate delle mail in cui mi si chiedeva se l’Albania Caucasica avesse a che fare con la “nostra” Albania, e cioè con quel paese balcanico dove vivono gli attuali Albanesi. Beh, quale risposta si può dare a tale domanda? Non nego il fatto che l’omonimia con una civiltà antica del Caucaso stuzzicasse particolarmente la mia fantasia. E cosi mi sono messo a studiare un po’ più a fondo questo “enigma”. Si deve dire che le fonti da cui attingere non sono molte, e fare una ricerca su Internet fa perdere la bussola: la confusione regna sovrana. Un primo articolo che ho trovato in rete risale, se non erro, al gennaio del 2010, ed è un articolo scritto dal dr. Jovan I. Deretić, dal titolo: Arbanasi - Albanesi, la loro origine e l'arrivo in Serbia. A mano a mano che leggevo questo articolo il sangue mi saliva alla testa, ma questa è un'altra storia. Senza perdersi in chiacchiere inutili, andiamo a leggere insieme cosa scrive questo studioso sulla questione dell’Albania del Caucaso.

Il popolo che noi Serbi chiamiamo Arbanasi, (Albanesi per gli stranieri), ed essi chiamano se stessi Schipetari, originariamente viene dal Caucaso. In tempi antichi era noto un paese nel Caucaso con il nome di Albania. Così lo chiamavano gli stranieri, mentre gli abitanti stessi lo chiamavano in un altro modo, proprio come fanno anche oggi con l'Albania odierna. I suoi abitanti chiamano l'attuale Albania “Schipetaria”.

A mio parere questo studioso parte con il piede sbagliato quando scrive che originariamente gli Albanesi provenivano dal Caucaso. Non rilevo alcuna fonte da cui lui avrebbe attinto per scrivere una simile fandonia. Le bizzarrie non si esauriscono qui, come appare dalla seguente ulteriore affermazione dello stesso autore:

L'unica cosa per cui la vecchia Albania era conosciuta sono i grandi e pericolosi cani, i cosiddetti pastori caucasici. Al tempo in cui Alessandro Magno conquistava l'Asia, trovò sul suo cammino un sovrano albanese, il quale gli regalò un grande cane. L'Albania caucasica era un paese molto povero, e come tale, non attirava invasori.

Evidentemente, l’odio che il Deretić mostra di nutrire verso gli Albanesi gli fa perdere la ragione, inducendolo a scrivere che anche una ipotetica Albania in una regione lontana fosse priva di interesse e non attirasse gli invasori. Ma questo è solo l’inizio del suo fantasioso articolo. L’autore continua il suo scritto con voli di fantasia degni di una saga di fantascienza. Per rispetto del lettore mi astengo dal citare l’intero articolo (chi ha tempo da perdere lo può leggere su Scribd), ma non posso non riportare “il pezzo forte” di tutto il lavoro, L’etimologia del nome Shqipëtar:

Nella loro lingua, la parola “schip” significa "luogo sassoso". Schipetar può essere tradotto in lingua serba con "montanaro". Gli scrittori austroungarici alla fine del 19 ° e all'inizio del 20 ° secolo, davano intenzionalmente un'interpretazione sbagliata del significato del nome Schipteria, invece della terra dei montanari, l'hanno chiamata "terra dei corvi". Questo doveva dare dinnanzi al mondo un'origine più nobile del suo nome.

Cioè, noi poveri “montanari” albanesi dovremmo ringraziare gli scrittori austroungarici per aver “ritoccato” la storia, chiamando l’Albania la terra dei corvi?! Una piccola precisazione, visto che siamo in tema: lo sanno anche i sassi che l’Albania viene chiamata il paese delle aquile. E mi fermo qui.

Ora, dopo il riferimento ai sorprendenti contenuti di questo articolo, riprendiamo seriamente la questione dell’Albania caucasica ripercorrendo il pensiero di autori seri e ricercatori autorevoli.

Nel libro L'Albania: notizie geografiche, etnografiche e storiche (1901) di Arturo Galanti troviamo alcune preziose informazioni. L’autore è contrario alla tesi che l’Albania caucasica possa avere a che fare in qualche modo con l’Albania moderna. Egli sostiene che gli storici armeni, che secondo il nostro autore sono i più autorevoli per la vicinanza del loro paese al Caucaso e che chiamano l’Albania caucasica Arganie, narrano solamente che nel VII secolo d.C. gli abitanti dell’Arganie, sotto la pressione dei Kazari e di altri popoli nomadi, emigrarono in Armenia. I loro discendenti parlano oggi la lingua armena. Non si ha traccia di quale fosse la loro lingua primitiva. Ad ogni buon conto, nessuna delle lingue che oggi si parlano nella regione caucasica somiglia all’albanese.

Lo stesso autore sostiene che si tratta di una di quelle somiglianze o identità di nomi tutt’altro che infrequenti in geografia, da cui non è lecito trarre deduzioni troppo arrischiate. Poi Arturo Galanti fa alcuni esempi per difendere la sua tesi. Fra l’altro dice che anche l’antica Inghilterra fu chiamata Albion. I montanari della Scozia chiamano il loro paese Albany. Alba è nome frequentatissimo nell’antica Italia. Alba Longa nel Lazio; Alba Fucense nel paese dei Marsi; Alba Pompeia, oggi Alba; Albium Ingaunum, oggi Albenga; Albium Intemelium, oggi Ventimiglia; la tribù degli Albici è in Liguria. Ma anche in Spagna e nell’antica Gallia si incontra il nome Alba. A tutti è nota la città di Albì in Provenza, da cui presero il nome gli eretici albigesi nel secolo XIII. L’autore spiega questa somiglianza verbale con il fatto che tutti o quasi tutti questi nomi richiamano il radicale ario alb o alp, significante bianco e alta montagna (dalla bianca cima nevosa). Quasi tutti i luoghi sopra nominati sono, infatti, montuosi.

Jani Vreto, il filosofo del Rinascimento albanese, (Rilindja Kombëtare), nel suo libro Apologia, pubblicato nel 1878, alla tesi che gli Albanesi siano arrivati nelle terre dove si trovano tutt’oggi dall’Albania del Caucaso (tesi per giunta sostenuta anche dal dr. Jovan I. Deretić nell’articolo Arbanasi - Albanesi, la loro origine e l'arrivo in Serbia), risponde in una maniera molto singolare ed efficace. Vreto prende in esame una serie di documenti e parole dell’antichità classica e preclassica che hanno radici uguali a quelle di parole albanesi tuttora in uso.

Se- dice Vreto – gli Albanesi non fossero autoctoni nel territorio dove si trovano anche oggi, ma fossero stati barbari venuti durante le migrazioni dopo il cristianesimo, allora come si spiegherebbe l’identità della lingua albanese con l’antica lingua omerica e addirittura preomerica? Noi oggi sappiamo che la lingua classica non si parlava più già nel VII secolo d. C.

Il professor Sabri Musliu, nel suo saggio L’Albania del Caucaso e gli Albanesi (Prishtina 2009), scrive chiaro e tondo che l’interesse che suscita questo tema non è solo scientifico, ma soprattutto politico. Così, negli ultimi 150 anni, la storia molto spesso è stata usata dalla politica ultranazionalista ed è stata usata male, soprattutto nei Balcani, dove gli stati diventati tali prima di altri, hanno calpestato i diritti dei paesi vicini che ancora non erano diventati veri e propri stati indipendenti. In generale – scrive l’autore – la storiografia albanese ha rifiutato la pseudo teoria dell’origine degli Albanesi dal Caucaso. Per gli studiosi albanesi è bastata la tesi della discendenza dagli Illiri. Poi l’autore continua il suo saggio facendo un resoconto della storia della regione che nell’antichità si chiamava Albania del Caucaso.

A conclusione di questo articolo, possiamo dedurre che per nessuno degli studiosi (eccetto lo studioso serbo) l’Albania del Caucaso abbia qualche legame con l’Albania dei Balcani, se non per la somiglianza dei loro due nomi. Ovviamente, questo articolo non ha pretesa di esaustività alcuna sulla questione dell’Albania del Caucaso, ma almeno abbiamo fatto il tentativo di mettere un po’ di ordine nel vortice delle informazioni sbagliate che ci vengono servite in buona o in malafede.

Elton Varfi

15 commenti:

  1. artikull shum i bukur dhe interesant ,falenderoj zotin elton per kte artikull ,pavaresisht nga kto studiues qe mundojne te hedhin balte mbi historine tone te lashte pyetja eshte pse kur ne kemi nji histori aq te lashte ,historia greke apo ajo romake permendet me shume ,mund te jete ghithmone faji i fqinjeve tane qe na shtremberojne ?shume studiues gjermane franceze kane studiuar historine tone te lashte por klasat politike te evropes akoma nuk i japin rendesi lashtesise tone ,duket sikur kane frike ta pranojne kte gje ,ideja e nji populli qe flet nji gjuhe te vecante qe nuk ngjan me asnjeren eshte nji thesar per tu studiuar dhe jo per tu shikuar me perbuzje sic bejne shum studiues ,ne e dime kush jemi ,por ata vazhdojne me genjeshtrat dhe mospranimin e lashtesise tone si popull me i vjeter

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  2. sulla buona fede dello studioso baracca avrei numerosi dubbi! è ovvio non basta un articolo per chiarire i dubbi ma sono tante le incongruenze tra l'albania di oggi e l'albania del caucaso! sappiamo tutti benissimo che il nome dell'albania non era albania e che il nome non spiega in alcun modo il legame tra un paese e l'altro!
    ovvio, i serbi più che di geografia s'interessano di geopolitica! trovo di bassissimo livello trattare con così tanta superficialità e nazionalismo una questione così seria ed importante come ha fatto lo studioso "baracca" born in serbia!

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  3. Se non rimembro male, su un atlante online avevo letto questo riferimento: albania in caucaso è una distorsione malintesia da mappe medievali, il primo ad aver accennato ad essa in relazione ad Albania (albanoi-scutari) nei Balcani era stato papa Piccolomini nel XV secolo - da li in poi c'è stato un'effetto domino riguardo questo "malinteso" da parte degli studiosi arberesh come Chetta che trattava i Georgiani e gli Albanesi come uno stesso popolo e baggianate simili. Da Chetta in poi la tesi è stata rigettata quasi totalmente dagli "studiosi scrupolosi" (ecceto qualcuno come Xylander & Co), che in gran parte sostennero le tesi su Illiri e Pelasgi. Chi sostiene tesi arretrate e fondate su errori abnorbi - o forse anche propaganda da parte del Vaticano del XV secolo - non solo è "incosciente" di cosa tratta questa questione in riferimento agli errori (non c'è da dubitare) di alcune mappe medievali, ma è anche, a dir poco, ridicolo. Per quanto riguarda la propaganda Serbo-Ortodossa, secondo la loro grande "logica", secondo i loro metodi "scientifici", secondo le loro "prove" e "dimostrazioni", allora, non solo gli arnauts (perferiscono questo termine) nei Balcani ma anche gli inglesi (anch'essa Albania in tempi passati), i finlandesi (Albania idem), i Romani (Alba Nova, colle, romolo ecc..), e cosi via, provengono dall' "Albania Caucasica"! Non hanno speranze, la loro propaganda antialbanese è ridicola, gli albanesi anche dopo 500 anni di profondissima ignoranza e povertà, per quanto dormano, non si fanno abbindolare da queste baggianate. Ridicoli siete, proprio "scientifici". Buona fortuna.

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  4. Ah, Deretic is a clown, he is not historian at all. Many publishers rejected him. Here are some of his ideas:
    - First Serbian state was formed in 2015 BC and covered half of Europe, North Africa and West Asia. The river Nil in Egypt got the name from "Serb" king Nino Belov.
    -Ahil, Hector and other ancient heroes were "Serbs". Homer in fact was a "Serb" and his name was Momir :) but Helens couldn't spell it properly.
    -Alexander the Great was a "Serb" and his real name was Aleksander Karanovic :))
    -Alexander the Great introduced to the Indians "old Serbian writing" today known as sanscrit, which in fact means Serb script :))))
    -Jesus Christ lived for 30 years in Herzegovina (Bosnia) where he studied "old Serbian" mitology and developed Christianism. All apostoles were Serbs, because they had "Serb" names like Marko, Luka, Jovan, Petar, Andrija, Jakov...

    Note the link below: Many of those who left comments believe everything Deretic is saying is true :)
    http://vukajlija.com/prof-dr-jovan-i-deretic

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  5. Mi dispiace, ragazzi, ma la prima citazione di "Albanoi" come porzione di esercito persiano schierata davanti al re, risale al cronista macedone della battaglia di Gaugamela (vedi Marco Bais: "Albania caucasica, etnos, lingua, territorio"). Inoltre uno studioso tedesco (Wolfgang Schulze) ha pubblicato una pagina su internet (digitare su Google "Caucasian Albanian (Aluan)" per trovarla) di cui riproduco un pezzetto:

    "...Until 1996, little had been known about the language used in connection with the Aluan alphabet. The earliest word said to be ‘Albanian’ or Aluan documented so far stems from the fragment of a lexical list ascribed to a certain Heracleides. This list is included in the so-called Oxyrhynchis Papyri (100-200 AD). The relevant passage reads: μιληχ γενειον υπο Αλβανιων των ομορουντω[ν] (‚milēkh – beard according to the neighboring Albanians’, Pap. Oxy. 180265 (Grenfell & Hunt 1922:158), I thank Bill Judge for this reference). Although the word at issue has a Lezgian ‘look’ (compare Archi muz^ur, Tabasaran (Dübek) midz^ri, Rutul me^c^’ri, Lezgi c^iri (> Kryts dz^iri), Tsakhur muc ’ri, Budukh mic^’er, Khinalug mic^:äs^), it is difficult to relate it to any of the candidate languages (in Udi, the Lezgian term has been replaced by k’adz^ux)..."

    Quindi, in uno dei dialetti dell'Albania caucasica (precisamente il Rutul) per dire "barba" si diceva "me'c'ri", come, ancora oggi, si dice sia in "Squiperia" che in "Arb'ria". E notate come sono simili o assonanti i vocaboli degli altri dialetti "Albanoi"...
    Sta di fatto, che l'Albania caucasica ha cessato di esistere come entità politica verso il IX secolo, ad opera dei Sassanidi persiani e che, più o meno, fino al mille nell'attuale Albania balcanica si parlava solo di Illiria (propriamente detta), Dardania (altra "somiglianza" con i Dardani -troiani- omerici e con gli attuali Dardanelli ... mah!) e non di Albania.
    Questo "ricercatore" serbo certamente dice una serie di corbellerie politicamente motivate, ma noi non dovremmo usare lo stesso metodo e negare (se non le "prove") quelle che sono senz'altro (almeno) delle tracce, che dovrebbero far nascere dei sospetti sulla nostra origine.
    Per concludere, non avete mai fatto caso alla somiglianza della parola ARMENIA e ARBERIA, la M (labiale) della prima viene sostituita dalla B (ancora una labiale) della seconda, e la N della prima (una palatale) è sostituita dalla R della seconda (ancora una palatale, anche se vibrata). La maggior parte degli storici antichi parla di Armeni e Albanoi come popoli fratelli.
    Ciao
    Giovanni

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  6. Njá, u këthye së rìthi ay "akademiku" arbëresh me mjekër me na thânë se vetëm greket e paarritshëm janë vendallinj dhè shqyptaret vijnë nga aluanku i kaukazit. "Akademik" të kujt janë këta? E ke pa në ônërr a në ονειρος, e mijëra e mijëra tjëra, çë ndryshon?..

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  7. La somiglianza della parola ARBERIA e non e' soltanto con Armenia, pero con Albania (Scotland), Arvania, Arnaut, Alemania,Albani (Tito Livio). Se la M (labiale) della prima viene sostituita dalla B, per esmpio Alemania si diventa Alebania. Alemania.In English, Alemania refers to Alamannia, i.e. the land occupied by the Alemanni, a Germanic tribe, and/or the area where Alemannic German is spoken by their descendants (http://en.wikipedia.org/wiki/).La maggior parte degli storici parla anche di Albania di Scotland:Scotland' was employed alongside Albania or Albany, from the Gaelic Alba. The use of the words Scots and Scotland to encompass all of what is now Scotland became common only in the Late Middle (Ages.http://en.wikipedia.org/wiki/Etymology_of_Scotland.
    Some church brake systems are trying to put the history of Albania into the church storage tanks, but their tanks are not holding enough science to allow the researchers to stay only there. Nessuno dai storici del tempo ha scritto per questo grande movimento di una intera nazione nel IX-X secolo, e questa hipotesa non esiste nemeno nell'undicesima Star Trek.
    A.I

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  8. La vera storia dell'umanità sarà scritta solo quando gli albanesi ne prenderanno parte - Maximilian Lambertz
    Maksimilian LAMBERTZ (1882-1963)

    Max Lambertz è nato il 27 luglio 1882 e cresciuto a Vienna. Ha studiato linguistica comparata e classici presso l'università 1900-1905, finendo il suo dottorato in Die griechischen Sklavennamen (greco Nomi Slave), Vienna 1907. Una borsa di studio del governo ha consentito alla giovane studioso classico per visitare l'Italia e la Grecia, dove, ascoltando le conversazioni dei pescatori di Attica e pastori in Tebe, egli prima è entrata in contatto con la lingua albanese. Al suo ritorno a Vienna, iniziò l'insegnamento scolastico, ma si trasferì nel 1907 a Monaco per collaborare alla grande Thesaurus Linguae Latinae (Thesaurus della lingua latina). Nel 1911, tornò a Vienna per continuare a lavorare come insegnante di liceo. La sua prima pubblicazione Albanologia, insieme con Gjergj Pekmezi, è stato un Lehr-und des Lesebuch Albanischen (Manuale di lingua Albanese), Vienna 1913. Nel 1913 e 1914, ha viaggiato in Italia meridionale per diverse settimane a studiare il dialetto albanese. Si concentrò in particolare sui dialetti meno noti del nord dell'Abruzzo e del Molise, in particolare Badhesa (ital. Villa Badessa).



    Dopo la sua visita In Albania come emissario della Accademia delle Scienze di Vienna , è stato immediatamente identificato ccome studioso del folclore e della mitologia albanese . Egli ha continuato gli studi in Albanologia , tenuto conferenze sui suoi anni di college 1954-1959 e redatto e pubblicato il corso di lingua albanese in tre volumi. Il suoi studi sui nomi e sulle fedi albanesi hanno portato alla sua conclusione che gli albanesi èprovengono dagli illiri eche la lingua albanese proviene dalla lingua illirica.


    Maximilian Lambertz disse che " La vera storia dell'umanità sarà scritta solo quando gli albanesi ne prenderanno parte ".


    Maximilian Lambertz
    Albanien erzählt: ein Einblick in die albanische Literatur. Übersetzt und
    herausgegeben. Literatur der Volksdemokratien, 7
    (Berlin: Volk und Welt 1956)
    191 pp

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  9. La lingua albanese è la lingua di Omero
    Nel tempo preistorico, molto tempo fà, prima di Omero c'erano alti poeti greci che credevano nei loro dei e molto prima che si scrivesse la lingua greca c'era un popolo che si chiamava Pelasgi dove la storia li cita molto tempo prima della civiltà greca. Il loro impero si estendeva dall'Asia minore fino al mar Adriatico e al nord fino al fiume Danubio.In questa etnia forte preistorica rimane solo il popolo albanese. E inutile cercare gli Dei greci nel etimologia della sua lingua. Nella lingua albanese questi nomi ed il loro significato sono molto chiari ed il loro significato molto importante.

    Ecco l'Elenco.

    E vranos, zana e reve = E vranet
    Zeus= Zees,Za,Zot (Dio)
    Athena= E thena , Premtimi (Giuramento)
    Moisi oppure Moisos = Mesues (Professore)
    Aphrodite,Aferdite = Afer Dite , Agim (alba)
    Agamemnon= Aigemndon,ai qe mendon (il pensatore)
    Ajax(Ajaxs)= gjaks
    Priam(re di Troja)= Pri am, Pri jam, jam prijes
    Akilli- Achilles -I qielles, oppure in Ghego "i kjelles"
    Odisea oppure Odhisea = Udhesi,Udhetari (il Viaggiatore)
    Tallia(museo della commedia)= Tallja (Humor)


    Molte altre si possono aggiungere a questa lista nei commenti.
    Non è un mistero per loro che studiano la lingua albanese e molti studiosi dicono che l'albanese èl a lingua dell'Omero.
    Lo stesso il nome Omero si puo paragonare con la lingua albanese
    Homer= O mire oppure nel dialetto Gego "O majr" poezia e Mire (la poesia buona )
    I greci hanno preso dai Pellagi tutte le canzoni eroiche.
    L'albanese era la lingua ufficiale di Alessandro il Grande che conquistò il mondo
    Pirro del Epiro.Uno dei generali piu grandi che la storia ricorda come l'ultimo eroe che affrontò l'Impero Romano.
    Queste fonti e molte altre stanno deffinendo che gli albanesi oggi vivono sulla terra dei loro predecessori(i nonni dei nonni dei bisnonni )
    Quata non è una grande novità infatti fino a pochi anni fà i turchi e i greci non hanno avuto tanto piacere di notare tutte queste scoperte.
    Le scoperte si stanno portando avanti con tante università europee e statuntense


    Guardate anche queste descrizioni su Wikipedia

    Zacharia Mayani
    L'autore francese Zacharia Mayani ha proposto la tesi che la lingua etrusca e quella pelasgica abbia dei collegamenti con la lingua albanese. Anche se questa teoria è stata già avanzata da altri autori (Falaschi, Catapano, Marchiano, D'Angely, Kolias, Pilika), la maggior parte degli studiosi ha ritenuto gli argomenti di Mayani estremamente fragili.


    Nermin Vlora Falaski, nel suo libro "Patrimonio linguistico e genetico" (scritto anche in lingua italiana), ha decifrato iscrizioni Etrusche e Pelasgiche (come la Stele di Lemno) con la lingua odierna Albanese, la sola lingua con la quale, tuttora, si possono tradurre quelle iscrizioni. Tutto questo proverebbe che gli Albanesi siano gli odierni discendenti dei Pelasgi, uno dei popoli più antichi.

    estratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Pelasgi

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  10. Cosa hanno in comune i dardani di Troia con i dardani dell’ Iliria?
    Ciò che questi popoli hanno in comune è che sono lo stesso popolo e il fatto che parlino albanese, spiega che anche a Troia si parlava albanese. Dardani di Iliria, immigrati da Troia, avevano la stessa nazionalità degli Iliri, hanno dato il nome Dardania in ricordo della loro patria. Però sono diverse le opinioni che dicono che i Dardani della penisola Ilirica sono stati a Troia e lì hanno creato la civiltà troiana. Anche questa teoria potrebbe essere vera.
    5.- Strabone in “Geografia” diceva: “Dardan e Jason erano due fratelli che abitavano in Samothrach (territorio di vecchia , Trachia,Thrakia) , e dopo la morte di Jason, Dardan andò per creare sotto il monte Ide, una città che chiamò con il suo nome: Dardania”.4
    Strabone diceva che i dardani sono di origine Tracha (Thraka,). Così come i dardani di Iliria sono chiamati iliri , oppure trachas o troiani nello stesso tempo, così non c‟è nessuna differenza tra trachi, iliri e troiani.
    In ogni caso, anche se sono venuti dalla Troia in Iliria, anche se sono andati dall‟Iliria a Troia, questo non fa nessuna differenza, perché spiega che stiamo parlando dello stesso popolo con lo stesso sangue e la stessa lingua,il quale si estendeva dall‟ Asia Minore fino alla periferia occidentale dell‟ Europa. Non c‟è dubbio che i dardani di Troia sono
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    dardani di oggi: Albanesi, arbani oppure skipetari (shqiptaret).
    6.-Un‟ altro fatto molto interessante spiega che dardani di Iliria hanno la stessa etnia dei troiani ed è scritto nel libro”Storia di imperatori”. L‟autore romano scrive per origine di imperatore iliro, Claudio II:
    “-In questa guerra comandata da Claudio, egli ispirava molto coraggio ed eroismo ai cavalieri dalmati, perché Claudio lasciava pensare che era di questa provincia, anche se altri dicevano che era dardano e che discendeva dal regno dei troiani Illiri e dal proprio Dardano.5
    I Dardani dell‟ Iliria sono considerati dagli autori di Roma con esattezza come lo stesso popolo di Dardani di Troia, pure qualcuno diretto dalla dinastia dardana di Troia. Così secondo gli autori romani, i dardani dell‟ Iliria sono lo stesso popolo dei dardani di Troia. I Dardani dell‟ Iliria (oggi Albania) anche oggi mantengono il nome di dardani vecchi di Troia ed Iliria. Questa non è una coincidenza ma è la continuazione del ricordo di Troia dal suo popolo.
    7 .-I troiani hanno chiamato se stessi dardani oppure albani e questo si vede dai nomi che hanno messo ai posti dove sono stati, dopo il trasloco di una sua parte dalla Troia. Cosi Ene Dardanidi getta le fondamenta di una città che chiamava Alba in Italia. Suo nipote, Briti, dopo il trasloco in Britannia chiamava una parte di questo paese: Albani, (Oggi Scozia e anche New York). Così ci sono molti fatti che loro dicevano che erano albani e dardani, discendenti del popolo vecchio di Dardania, Ilira e degli albani nell‟ antichità. Oggi, l‟unico popolo nel mondo che mantiene questi due nomi: albani e dardani sono solo gli Albanesi.
    Non è un caso che il popolo albanese di oggi si chiama con il nome più vecchio dell‟ Europa: Alban, con il quale sono chiamati i popoli più vecchi dell‟ Europa antica. Così la Brittania è stata chiamata Albion e Scozia, Albani. I popoli
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    vecchi germani teutono-troiani sono chiamati da Strabone: Albani. In Italia i troiani fondarono una città con nome Alban. Vicino al Mar Nero, i suoi abitanti chiamavano se stessi: Alban…
    Anche tante dinastie occidentali, come vedremo più avanti in questo studio, assieme con i suoi popoli, discendono dai dardano-albani. Gli Albani sono molto importanti per descrivere la storia di Europa. Agli archeologi, quando fanno studi archeologici, devono studiare la storia degli albani, che con la loro lingua e la loro cultura antica possono scoprire tutti i misteri di mondo antico


    Per chiudere a lei signor arberesc che a me non mi dici proprio niente secondo me lei è un Serbo e percio ti posso comprendere perche si trata delle vostre bagianate Serbe e nessuno non si lascia incantare .

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  11. Nje permbledhje qe do te kisha deshire qe te ishte e vertete..''pasi qe sipas juve e gjithe bota e ka prejardhjen nga ne'''

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    1. Pik e par emrin dhe mbiemrin ke gabuar me i shkruaijt! Por mos flasim gabimet gramatikor! Po ta jap nji lloi nije pergjexhje: ne rast se thuhet se jemi nji popull shum i lasht automatikisht e ke nji pergjexhje!

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  12. Autore , sembra inenzionalmente, non indica che il Dr Deretic cita come la fonte il Michael Ataliota: Historia, Corpus Scriptorum Historiae Byzantinae. Impensis ed. Njeberi, Bonnae . Mihailo Ataliota. Egli ha descritto gli eventi nella Bisanzio dal 1034 al 1078. Nella sua opera si parla di albanesi dalla pag. 9 alla 20.

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  13. Non credo che ci sia un'autoctonia nella parte europea delle odierne Albanie. Come mai un terzo dell'Europa è slava? Da dove sono venuti? è semplice...gli slavi sono autoctoni europei da millenni, basta vedere gli occhi vagamente a mandorla di alcuni abitanti dell'Albania.

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  14. Autore sei un assassino con la pena ! Ti diro una cosa . tutte le scritte che si trovano in questo penisola si traducono solo con la lingua Albabese.e secondo i Serbi Shqiptar non voldire montanaro ma persone popollo dei Aquile. ..

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