domenica 22 maggio 2011

Altre meraviglie dell’Etruria (1)

-Prima parte-

È ormai accertato che i Pelasgi erano abili navigatori, tanto da meritarsi, l’appellativo di “Popoli del Mare”. Anche i loro discendenti Iliri, Traci, Etruschi, Dori etc. erano popoli marinari e diventarono grandi con una conquistata supremazia sul mare e con il conseguente dominio del traffico marittimo.

Esistono diverse epigrafi etrusche che parlano di mare e di navi. Per qualche strana ragione queste iscrizioni si trovano a Firenze,Siena, Chiusi, Cortona, tutte le località distanti dal mare.

Abbiamo già commentato la bellissima iscrizione di Cortona che ci dice con grande fierezza: la nave è per noi simbolo di coraggio e di libertà.

Ma non tutti i messaggi sono cosi belli e baldanzosi. Di ben altro tono è questa iscrizione incisa su un’urna al Museo di Firenze, in cui ogni sicurezza appare distrutta dalla fatalità di un declino già accettato con rassegnazione.

Infatti, secondo Seneca gli Etruschi si erano stabiliti in Italia intorno al 1200 a.C., persuasi che la loro nazione sarebbe durata dieci secoli, ed ora il termine fatidico era prossimo.

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Pelasgo-Etrusco

Albanese

Italiano

OANIA

Ania

La nave

FEOU

theu

si è infranta

ME

me

SCIRIA

shkriu

ha consumato

FAT

fat

il fato

La parola Fat si ritrova oggi, con lo stesso significato, in albanese, italiano, francese, inglese.

A Siena, sul coperchio di un’urna particolarmente bella, figura questa iscrizione:

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Pelasgo-Etrusco

Albanese

Italiano

OANIA

Ania

La nave

TUT

tut

spavento

NEI

in

LUFNA

luftna

guerre

TETI

deti

di mare

NA

na

noi

SA

za

ha preso

Sempre a Siena, su un’altra urna, con un leone in bassorilievo che sembra far la guardia a una donna adagiata sul coperchio, vi è questa iscrizione dolorosa:

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Pelasgo-Etrusco

Albanese

Italiano

OANIA

Ania

La nave

SFIANTI

sfilinti

afflisse

FILIANIA

bijania

la figliolanza

MARC

marrë

prendendo (lei)

NAI

nai

a noi

Per terminare con i messaggi che narrano di navi, su un sarcofago a Chiusi leggiamo questo triste racconto che sembra mettere fine alla gloriosa storia di quella popolazione:

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Pelasgo-Etrusco

Albanese

Italiano

OANIA

Ania

La nave

THELI

thelli

affondò

CUMNISA

Kumniza

i Chiusini

Dal bassorilievo, dove figurano scene di guerra, si comprende che la fine è dovuta a sventure belliche. La persona adagiata sul coperchio simboleggia probabilmente l’affondamento di tutti i chiusini.

A Siena sono conservate molte urne che ci trasmettono messaggi tristi, ma non perciò meno interessanti.

I nostri antenati hanno voluto che sapessimo di questi loro doloro e noi vogliamo conoscerli per meglio comunicare con loro, per sentirci vicini a loro, per meritare di essere degli discendenti di un popolo che ha illuminato il mondo.

Ecco la commemorazione di un personaggio trapassato senza sofferenze, il cui destino terreno ha avuto termine nell’urna:

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Pelasgo-Etrusco

Albanese

Italiano

FASTITI

Fashtini

Si è spento in pace

E SPEI

e shpejt

e rapidamente

CUME

Kumtime

Commemorazione

RESA

të Rezave

degli Etruschi

PE

Pe

Il filo (della vita)

O NAL

u nal

si è fermato

SHEC

shek

nell’urna

Ancora a Siena, una piccola urna reca incisa una dedica a una giovane, strappata via in tenera erà ai suoi cari:

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Pelasgo-Etrusco

Albanese

Italiano

FL

Fle

Dorme

FILIA

bija

la figlia

FL

fle

dorme

MAR

marrë

presa (= portata via)

PURO

puro

pura

Sempre nel museo di Siena, si trova una bellissima urna decorata da un bassorilievo al cui centro appare la Dea alata Vend accompagnata da un gruppo di personaggi.

Sul coperchio sta sdraiata una donna, appoggiata su un fianco in tenera contemplazione di un bambino, mentre con la mano destra sostiene probabilmente una fiaccola.

Tutta la contemplazione mette in evidenza una palese espressione di affetto per il bambino.

Questa donna e questo bambino, gli Etruschi (RESA) hanno voluto commemorare affidandoli alla protezione della loro venerata Dea Vend:

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Pelasgo-Etrusco

Albanese

Italiano

CUME

Kumtime

Commemorazione

RESA

Rezave

degli Etruschi

Nel Museo Archeologico Guarnacci di Volterra è conservata questa stele originale nella forma e nella iscrizione, tanto semplice quanto significativa:

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Pelasgo-Etrusco

Albanese

Italiano

MI

Mu

Ame

MA FELUSH

ma falsh

tu voglia donare

RUTLNISH

rysnin

l’esperienza

A FLESLA

a flatera

anche delle ali

Evidentemente, si fa esprimere alla persona che riposa presso quella stele l’anelito di spiccare il volo verso gli spazi infiniti: un desiderio condiviso da tutta l’umanità!

La parola pelasgo-etrusca FLESLA si è trasformata nell’albanese in flatera, connessa a fluturuar (volare), che richiama l’italiano fluttuare, l’inglese to float, to fluctuate, il francese flotter, il tedesco flug, lo spagnolo fluctuar.

Link seconda parte : Altre meraviglie dell’Etruria (2)

Tratto dal libro L’etrusco lingua viva dell’autrice Nermin Vlora Falaschi

Link versione albanese: Disa mrekulli të Etrurisë (1)


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