domenica 17 maggio 2009

Alcuni esempi di neologismi inutili della lingua albanese

Arrestoj; arrestim – arrestare; arresto
Nella lingua albanese esiste la parola kap (prendere). La radice di questa parola la ritroviamo in latino (capere), in inglese (Keep) e in francese (capturer).


Marshim, marshoj, marshon – marcia militare
Non si riesce a comprendere la necessità di questo neologismo. La lingua albanese ha le parole ecje, eci, ecim, ecën (cammino, camminare, cammina)


Sukses – successo
La lingua albanese ha diverse parole che hanno tutte questo significato (mbarëvajtje, mbarësi, mbrodhësi, ose arritje)


Audiencë – udienza
L’albanese ha le parole vëmëndje, pritje, mbledhje che ovviamente, con leggere sfumature di significato, vogliono dire tutte udienza.


Aplikim, aplikacion – applicazione
In albanese esistono già le parole vendosje, vënie, zbatim, përdorim.


Tendencë – tendenza
La lingua albanese ha la parola prirje.


Procedim – querela
Anche per questa parola già esistono mënyrë veprimi, sjellje, mënyrë e sjelljes.


Protestoj – protestare
In albanese c’è già la parola kundërshtoj.


Abuzim – abuso
In albanese ci sono le parole shpërdorim, teprim, tepri.


Egzistoj – esistere
Anche per questa parola si tende ad utilizzare una parola straniera anche se in albanese c’è una parola che proviene dagli albori dell’umanità ed è jetoj. Poi ci sono ancora vazhdon (continua) vazhdon ende (continua ancora) e hala. Si usa anche jam gjallë (sono vivo).


Injorant – ignorante
In albanese i pa ditur, i paditun, nuk di gjë, ose nuk di gja.


Indipendencë – indipendenza
Esistono le parole albanesi pamvarësi e mëmëvetësi.


Inteligjent – intelligente
Anche per questa parola si usa un termine straniero, anche se la lingua albanese è molto fornita di termini che significano intelligente. Tra gli altri cito i zgjuar, i mençëm, i ditur.



Civilizuar – civile
In albanese esiste una parola antichissima che è qytetëruar, qytetar (civile o cittadino). I latini ereditarono questa parola dagli etruschi nella forma di civica (città) dalla quale è nata la parola italiana città e la parola francese citè (città). È un paradosso che gli albanesi utilizzino una parola nata tra loro antenati, storpiata dal latino e rivista dalla lingua francese.


Plazh – spiaggia
Anche per adeguarsi alla modernità, gli albanesi hanno cominciato ad usare la parola plazh, ma la lingua albanese aveva già alcune parole antichissime che indicavano la spiaggia. Tra queste c’è ranishtë che deriva dalla parola ranë (sabbia) in dialetto ghego e rërë (sabbia) in dialetto tosco. C’è una parola ancora più antica che ha lo stesso significato ed è la parola kum. Da questa parola derivano cumes e cumae.




Brano liberamente tratto dal libro di Mathieu Aref, “Albanie ou l'incroyable odyssée d'un peuple préhellénique”

Traduzione dall'albanese di Elton Varfi

Link versione albanese:
Ja disa shembuj kuptimplotë ( listë jo e plotë ) e disa futjeve të panevojshme dhe jo të përshtatshme në fjalorin shqip

7 commenti:

  1. praticamente i neologismi che citi sono tutti derivati dalla lingua greca? o derivano da altre lingue?

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  2. L’autore del libro dal quale è tratto questo brano li ha chiamati volutamente neologismi inutili perché la lingua albanese ha già delle parole che sono più precise a livello semantico e anche più antiche. I neologismi sono riconducibili a varie lingue come il latino, l’italiano, il francese. Addirittura, paradossalmente, noi albanesi usiamo una parola, mi riferisco a civile (vedi elenco), che è albanese di origine, ma dopo avere girato un po’, è tornata indietro ed è stata considerata un neologismo. È normale che una lingua evolva e che in essa entrino parole nuove, ma, secondo me, i neologismi non devono sostituire nell’uso e nella storia parole che hanno già un loro percorso storico e linguistico.

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  3. Grazie. Sei stato molto preciso. Certo, la questione dei neologismi è complessa. La lingua cambia. Secondo me, bisognerebbe solo non esagerare con le parole nuove e utilizzare anche quelle che già esistono, come dici giustamente tu. è chiaro però che non si può arrestare la creazione del neologismo, ma, certamente, lo si può utilizzare con maggiore cautela. Credo che la virtù stia sempre nel mezzo.

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  4. Sono d'accordo cn le traduzioni fatte, am sn d'accordo anche con il neologismo, la lingua è come un albero in continua evoluzione, es del latino non è rimasto altrochè che la provvenienza, anche la lingua Albanese deve essere modificata in base alle esigenze della società. ciao

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  5. Certo Anonimo precedente, "albero in continua evoluzione" ed esigenze della società...ma anche ingenua omologazione delle identità che rendono originale e rispettabile un popolo, se si persevera a lungo... E poi qui, realismo, stiamo parliamo della nostra amata Shqiperia, al centro del vecchio continente, con una storia cruciale, i propri usi e valori, ecc....Non di uno posto qualunque...Non bastava mezzo millennio di censura della lingua(mistero irrisolto, caso unico planetario), "latinogrecoturcoslavizazzioni" continue e trascurazioni accidentali del ricco lessico gego...ora dobbiamo anche "rassegnarci" all'evoluzione della "modernità"! Basta valori effimeri, imparate l'albanese, e trasvalutate la globalizzazione! Migliori saranno coloro che rafforzano l'originalità, sostituendo a neologismi effimeri, l'uso appropriato di parole da riscoprire!...

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  6. Pasuritë e përndjekura të gjuhës shqipe janë të pafundme...Fjalët e përjashtuara të gjuhës shqipe gjinden përtokë, si gështenjat në Malsi të Gjakovës: mjafton me u përkulë pak me i mbledhë e mbushet “thesi”. Po nesër këto “gështenja” nuk do të jenë. Do t’i mbulojë dheu, do t’i kalbë bora. Do të humbin pasuritë që kanë mbetur, siç janë bjerrë me shpejtësi pesëdhjetë vjetët e fundit.

    Ritmet e humbjes së tyre tashti shumëfishohen, për shkak të dinamikës së kohës që jetojmë: lëvizja e njerëzve, lëshimi i fshatrave e sidomos i malsive, vdekja natyrore e brezave të moshuar, hapja e vendit (vendeve) drejt botës, globalizmi...

    Mehmet Elezi

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  7. Edhe sa kohë, vallë, na duhet ne, shqiptarëve për të mos e pësuar nga mallkimi dhe trashëgimia e së kaluarës, duke e mësuar gjuhën tonë të mirëkuptimit e të dashurisë, në dëm të ligësive e të prapësive të të tjerëve, pa kërkuar ndihmën e “specialistëve” të huaj?
    Bedri Çoku

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