Il verbo “them” in albanese si traduce con dire, ma anche con raccontare, pensare, giudicare. “Thotë” perciò vuol dThotire che qualcuno racconta, pensa, giudica.

Se diamo un’occhiata da vicino agli attributi della divinità egizia Thot, non potremo fare a meno di notare la grande somiglianza che questi hanno con la parola albanese thotë (dice).

Thot è noto come il dio della sapienza e della scrittura. Viene rappresentato con la testa di Ibis e, molto spesso, nelle sue raffigurazioni è presente anche Anubi, divinità con la testa di sciacallo che aveva il compito di accompagnare i defunti davanti al tribunale supremo degli dei.

Nell’epoca greco-romana, il dio Thot era Hermes Trimegisto, il Mercurio dei romani. Anche in questo caso nella mitologia cosiddetta greca, il nome di Hermes Trimegisto si spiega tramite il ricorso alla lingua albanese.

Hermes è “Err mes”, che nel dialetto ghego dell’Albania del Nord vuol dire: “Io ammazzo l’oscurità” o anche “Colui che sfida l’oscurità”, err – oscurità, buio, mesm(b)ys - ammazzo, uccido.

In principio, prima che i greci facessero la loro comparsa, una delle funzioni della divinità Hermes era l’accompagnamento dei defunti nella loro ultima dimora, cioè nell’aldilà (terri, l’oscurità, il buio pesto).

Anche per spiegare la parola “Trimegisto” dobbiamo affidarci alla lingua albanese. Questa parola, che i greci ritengono sia di tipo onomatopeico e dunque facilmente spiegabile come “tre volte grandissimo”, accompagna quasi sempre la divinità Hermes. La leggenda narra che Hermes inventò la lira, utilizzando il guscio della tartaruga come scatola di risonanza e le budella come corde. I pelasgi lo qualificarono come “Err mys – Kris me gishta” cioè “Hermes che suona con le dita”, Kris –suona, me – con, gishta – dita. Questo strumento, cioè la lira, più tardi venne associato ad Apollo.

Chi vuole approfondire l’argomento, può leggere il libro dell’autore Giuseppe Catapano “Thot parlava albanese” pubblicato a Roma nel 1984.

Brano liberamente tratto dal libro di Mathieu Aref, “Albanie ou l'incroyable odyssée d'un peuple préhellénique”.