Pirro II (319–272 a.C.) regnò in Epiro dal 295 al 272 a.C. Questo re epirota, con origini traco– illiriche, come Alessandro Magno, voleva ricalcare le gesta del valoroso generale.

Inizialmente attaccò i romani che sconfisse ad Heraclea nel 280 a.C. e poi ad Asculum nel 279 a.C. Ottenne quest’ultima vittoria con difficoltà e grandi furono le perdite per il suo esercito, da questo evento deriva il detto “vittoria di Pirro”, una vittoria ottenuta pagando un prezzo troppo alto.

Dopo la sconfitta per mano dei romani a Benevento (275 a.C.), tentò più volte di invadere la Grecia. Durante una di queste spedizioni morì. Secondo la leggenda ad ucciderlo sarebbe stato un masso cadutogli in testa.

È interessante fare un’annotazione sul famoso elmo celtico con due corna (di capra o di ariete) che indossava Pirro II, lo stesso indossato da Alessandro Magno.

Intanto l’elmo in questione è lo stesso indossato dall’eroe nazionale albanese Giorgio Kastriota, detto Scanderbeg (1405-1468). Questo elmo diventò anche lo stemma del re albanese Zog I (1895–1961). Inoltre, Alessandro Magno viene più volte citato nel Corano come “Alessandro con le due corna - Al Iskandar Z’ul Karnain”. Queste osservazioni confermerebbero il fatto che l’elmo con le corna di ariete (o di capra) viene indossato dai re e in particolare da quelli con origini traco–illiriche.

Altri esempi ci dimostrano che gli epiroti, soprattutto i Molossi (Pirro II apparteneva alla tribù dei Molossi come la stessa madre di Alessandro Magno, Olimpiade), erano pelasgi. Prima di tutto il nome Molossi in albanese corrisponde alla parola malësorë, in italiano montanari. In verità, le parole malësor, malësi oppure malës (montanaro, montagnolo) derivano dalla radice pre-ellenica mal (montagna), usata anche oggi nella lingua albanese. I malësorët (i montanari), di origine traco–illirica, erano di statura alta (come sono oggi gli abitanti dell’Albania del nord) a differenza dei greci che erano più bassi.

In secondo luogo, il nome Pirro (Pirrohs) che nella lingua albanese è burri (uomo), deriva dal pelasgo–albanese burrë che vuol dire uomo coraggioso. Se alla parola burrë (uomo) si aggiunge il suffisso greco os questo ricaviamo burros (burrë–os) trasformato dai greci in Pirrhos.

Pirrhos è anche uno dei tanti appellativi di Achille. Pirro II è stato uno degli ultimi re dell’Epiro, i suoi soldati lo chiamavano l’Aquila (in albanese, shqiponjë), mentre loro si facevano chiamare Figli dell’Aquila. Ancora oggi, l’espressione è usata per riferirsi agli albanesi (in albanese, shqiptar); sono gli altri (i non albanesi) che utilizzano le parole Albanias, Albanian, Albanesi ecc.

Brano liberamente tratto dal libro GRECE (MYCENIENS=PELASGES) ou la solution d’une enigme dell’autore Mathieu Aref